IL CASO
Camera nega arresto a Cosentino
Il deputato: "Ringrazio Parlamento, non Lega"
Sono stati 309 deputati contrari e 298 favorevoli. La Lega aveva deciso per la libertà di coscienza. Bossi: "Carroccio mai stato forcaiolo". Maroni: "Non so se elettori capiranno". Il deputato: ''Un minuto dopo l'esito del voto e indipendentemente dal risultato rassegnererò le mie dimissioni da coordinatore regionale del Pdl''. Ma si era detto sereno e tranquillo: "Confido nel fatto che i deputati abbiano letto le carte"
Non appena il presidente della Camera ha letto il risultato del no dell'Aula alla richiesta d'arresto, tutti i deputati del PdL sono scattati in piedi e si sono diretti al posto di Nicola Cosentino per abbracciarlo e congratularsi con lui. Lungo è stato l'abbraccio tra lui e Alfonso Papa. Ma saluti e strette di mano sono arrivate da tutti gli altri colleghi di partito. Silvio Berlusconi, invece, è rimasto seduto al suo posto, pur esprimendo soddisfazione con Cicchitto e Alfano. Umberto Bossi non ha partecipato alla votazione. Il leader della Lega, pur essendo alla Camera, non ha mai fatto ingresso in Aula. Nel verdetto finale è stato determinante il voto contro l'arresto dei 6 deputati radicali. Sono stati ventidue i deputati che non hanno partecipato al voto.
Le reazioni. ''Ero convinto che questa sarebbe stata la decisione del Parlamento che non poteva rinunciare alla tutela di se stesso. È
Dopo la proclamazione del risultato, tra i deputati del Carroccio è stato visibile il gelo. Tra gli uomini vicini a Roberto Maroni e quelli dell'Aula più bossiana la tensione non è svanita dopo l'animata riunione che ha sancito la libertà di coscienza pur con un orientamento al 'si'. "La storia della Lega non è mai stata forcaiola", ha detto il leader della Lega, Umberto Bossi. Dimenticando, forse, la seduta del 16 marzo 1993 quando il termine entrò a pieno diritto nell'aula della Camera con il clamoroso gesto del deputato leghista Luca Leoni Orsenigo che in piena tangentopoli sventolò nell'aula di Montecitorio un cappio (FOTO 1).
Gli elettori leghisti capiranno? "Non lo so", risponde Maroni, deluso per l'esito del voto: "Ho ricevuto molti messaggi negativi" rispetto alla posizione di libertà di coscienza, "e di apprezzamento per la mia chiarezza: io non ho cambiato idea". E ancora: "Non ho condiviso la posizione della libertà di coscienza, ma l'ho accettata perché era la posizione espressa dal gruppo. Ma non c'è nessun disaccordo con Bossi. Molti voti a favore di Cosentino e cioè contro il suo arresto sono arrivati dall'Udc e dal Pd. Sono pochi - prosegue - i leghisti che lo hanno salvato''. Non la pensa così Luca Paolini, il deputato del Carroccio che ha sempre definito "fragile" il quadro accusatorio contro il coordinatore del Pdl campano:"Almeno 25-30 leghisti hanno votato 'no' all'arresto di Nicola Cosentino. Sono molti - aggiunge - quelli che non se la sono sentita di dire 'si' alle manette. Molti di più di quelli che si vogliono far credere. Bisogna fare i conti pensando alle dichiarazioni di voto...".
''Ovviamente non c'è alcun nesso tra la decisione della Consulta 2 e quella dell'Aula (entrambe sono pienamente legittime), ma ho l'impressione che l'indignazione popolare contro le Istituzioni sarà fortissima perché esse appaiono capaci di difendere l'indifendibile, sia il Porcellum o l'impunità di un deputato'', dice Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e Libertà.
Di ulteriore ombra su "un Parlamento privo di legittimazione" parla Nichi vendola, leader di Sel. "Mi vergogno, è la prova che la legge non è uguale per tutti". Dello stesso parere è Angelo Bonelli, presidente dei Verdi: "Con il voto di oggi il Parlamento ha sancito che la legge non è uguale per tutti e che per i potenti non valgono le stesse regole che valgono per i cittadini. Il voto che salva Cosentino dall'arresto -aggiunge- è un colpo fortissimo alla democrazia, alla giustizia e demolisce ogni residuo di fiducia dei cittadini nel Parlamento".
"È ovvio che ci sono voti che arrivano dall'altra parte'', sottolinea Osvaldo Napoli (Pdl), al termine della votazione sulla richiesta di arresto nei confronti di Nicola Cosentino, bocciata dall'Aula della Camera. "La spaccatura è dall'altra parte'', dice ancora Napoli riferendosi alle fila della 'vecchia' opposizione per aggiungere che ''questo dimostra che il Pdl era compatto''. "La vergognosa Lega, con l'ipocrita richiamo al voto di coscienza dimostra, ancora una volta, di essere al servizio di Berlusconi e dei suoi stallieri", ha affermato in una nota il portavoce dell'Italia dei valori, Leoluca Orlando. Secondo il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che attacca anche Napolitano, oggi a Montecitorio c'è stato un "mercato del voto per garantire l'impunità a Cosentino. Questo è un Parlamento che non è in grado di rispettare le leggi e la Costituzione, non c'è più titolo morale, etico, politico per cui ogni parlamentare di questo Parlamento resti al proprio posto: prima si va alle elezioni e meglio è".
Prima del voto. Entrando a Montecitorio, il deputato aveva annunciato: ''Un minuto dopo l'esito del voto e indipendentemente dal risultato rassegnererò le mie dimissioni da coordinatore regionale del Pdl'', smentendo quanto aveva dichiarato stamani nel corso della trasmissione "La telefonata di Belpietro" su Canale 5. Nel suo intervento il deputato aveva respinto le accuse: "Contro di me - ha detto Cosentino a Belpietro - è stata fatta una forzatura enorme. Sono accusato solo da una parte che non mi ha nemmeno voluto interrogare per molto tempo. Vorrei essere giudicato almeno in primo grado prima di andare in carcere



Nicola Cosentino è un esponente politico della zona dei cosiddetti casalesi. E' nato a Casal di Principe, dove conserva ancora un'abitazione (anche se la frequenta poco), e i fratelli vivono in zona. La sua carriera politica è molto legata al territorio: di fatto Cosentino ha percorso tutte le tappe politiche attraverso esperienze in questa zona della Campania, dagli enti locali al ruolo di coordinatore campano del Pdl. Non va dimenticato che Nicola Cosentino è anche uno dei fondatori di Forza Italia. Dunque, a suo riguardo, possiamo dire che è un esponente politico di lungo corso nel territorio casalese. Secondo l'accusa Nicola Cosentino è un politico in contatto con il