Cartesio: la filosofia come meditazione 11

Si possono trovare molti parallelismi tra il modo di procedere di Cartesio e quello di S. Ignazio di Loyola e anche episodi analoghi nelle rispettive vite. L’idea cartesiana di un corpus scientifico verificato da un solo individuo a somiglianza di una città disegnata da un solo architetto ha punti di contatto con il progetto del Loyola di una vita spirituale fondata su un insieme di esercizi, da questi inventata e successivamente comunicata ad altri, affinchè lo utilizzino. L’articolazione delle “Meditationes de prima philosophia ” in giornate, echeggia l’analoga  suddivisione temporale degli “Esercizi Spirituali “.  Vero è, d’altronde, che la lezione dei gesuiti fu assimilata profondamente da Cartesio e dai contemporanei. Il Thomson ricorda che un uomo, avndo letto il titolo “Meditationes” sulla copertina del libro di Cartesio, non esitò a chiedere in prestito il libro per le proprie devozioni durante la Settimana Santa ( cfr. A. Thomson, ” Ignace de Loyola et Descartes” cit. ) Ci sono diciannove parallelismi ovvii tra gli “Esercizi spirituali ” e il “Discorso sul metodo”, che scendono a nove per le “Regulae ad diretionem ingenii ” e a undici ove si considerino le “Meditationes de prima philosophia “. ( v. A. Thomson, cit.). Il motivo è che Cartesio nel ” Discorso sul metodo ” parla della disciplina spirituale, di cui aveva avuto diretta esperienza a La Fleche. Il fatto invece che il numero di parallelismi sia inferiore nelle 2Regulae” rispetto alle “Meditationes”, fa ipotizzare che le prime siano state scritte prima che Cartesio si ritirasse a Franeken, per sottomettersi alla disciplina del ritiro spirituale.  Se poi i prallelismi vengono classificati secondo i soggetti, si ha che il debito di Cartesio verso i gesuiti è più manifesto nel metodo e nella psicologia che in quello della morale e della religione.  Ma se si osserva la tredicesima regola di Loyola da osservare per avere l’autentico sentire nella Chiesa militante: ” Per essere sicuri di non sbagliare, dobbiamo sempre regolarci in questo modo: quello che io vedo bianco, creda che sia nero, se la Chiesa gerarchica così stabilisce “, allora si può misurare l’enorme distanza che separa il libero pensiero di Cartesio da Loyola.

Cartesio: la filosofia come meditazione 11ultima modifica: 2012-12-28T03:12:00+00:00da anna37a
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Un pensiero su “Cartesio: la filosofia come meditazione 11

  1. In principio Dio creò il cielo e la terra, almeno è quello che dicono.
    Creò gli uccelli dell’aria, gli animali del campo e vide la sua creazione e disse “che era cosa buona”.
    E poi Dio creò l’uomo.
    E da allora è andata sempre peggio.
    E quando l’uomo si trova nei guai, cioè quasi sempre si rivolge a qualcosa di più grande di lui… All’amore, al destino o alla religione per poter dare un senso al tutto.
    Ma alla fine della giornata il fatto di stare vicini l’uno all’altro malgrado le nostre differenze e malgrado le nostre convinzioni è una ragione sufficiente per continuare a credere.

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