Cartesio: la filosofia come meditazione 3

Presso i Greci è testimoniato fin da Esiodo il valore psicagogico del discorso ( P. Hadot: ” Che cos’è la filosofia antica?” ed. Einaudi, pag. 22 ): ” le genti tutte guardano a lui che la giustizia amministra con retti giudizi, mentre lui parla sicuro, subito una grande contesa placa sapientemente.” E’ un primo accenno a quel che saranno, in una fase più matura della cultura greca, gli esercizi spirituali. Gli esercizi spirituali sono “pratiche volontarie destinate ad operare una trasformazione del sè. Queste pratiche riguardano il modo di vita filosofico.” ( P. Hadot ” Che cos’è la filosofia antica?”, cit. pag. 174 ). esiti degli esercizi spirituali sono una trasformazione del mondo e una metamorfosi della personalità. Il termine “spirituale” consente di comprendere come tutti gli esercizi siano opera non solo del pensiero, ma di tutto lo psichismo dell’individuo.   Filone di Alessandria presenta due elenchi di tali esercizi. nel primo sono presenti ricerca (zetètis), esame approfondito (skèpsis), lettura, ascolto, attenzione ( prosochè), dominio di sè (enkràtteraeia), indifferenza alle cose indifferenti. L’altro elenco nomina, in successione: lettura, meditazioni (melètai), terpia delle passioni, i ricordi di ciò che è bene, dominio di sè , compimento dei . (P. Hadot, “Glinel esercizi spirituali”, cit. pag. 34 ). La parola greca “melète”, tradotta in  francese con “meditation”, (P. Hadot, “Gli esercizi spirit.”, cit., pag. 36, nota 30 ) e corrispondente al latino “meditatio”, indica gli esercizi preparatori, in particolare quelli dei retori. Tuttavia, il concetto di “esercizio”, presente nel francese “meditation”, bene indica quanto è moderamente inteso da quest’ultimo termine, ovvero uno sforzo, nel quale è coinvolta l’intera dimensione psichica dell’individuo, allo scopo di mantenere vivo nell’animo un concetto o un principio. Va tenuto presente il sussistere di una differenza tra la “meditatio” intesa come specifico esercizio da un lato e, dall’altro, l’esercizio della “meditatio”. Esemplificando, la “premeditatio mortis” è un esercizio spirituale, di contro, quando Seneca parla di “cotidiana meditatio”, si riferisce ad un esercizio quotidiano: ” Haec Demetrius noster utraque manu tenere proficientem iubet, haec nusquam , immo adfigere eoque cotidiana meditatione perduci,  et partem sui facere , cotidiana meditatione perduci, ut sua sponte occurrant salutaria.” ( Sen. Da Benef. VII,A 1, cit. in P. Hadot “Gli esercizi spirituali “, pag. 36, n. 30 e 31 )

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