Cartesio: la filosofia come meditazione 14

Il quadro ” Il filosofo in meditazione” di Rembrandt raffigura un uomo incanutito, nell’atto di riflettere a mani giunte. Accanto, sopra una scrivania, si scorgono libri aperti ed un numero imprecisato di fogli affastellati. Lo sguardo obliquo del filosofo appare non curarsi di quanto stia accadendo nella stanza, come se non lo riguardasse. Egli, forse, come si esprime il titolo del quadro, medita. Ma su cosa medita? Quale oggetto cattura così profondamente il suo interesse? All’altro estremo della stanza, una donna è colta nell’atto di attizzare il fuoco. Dalla finestra una  luce diurna investe l’uomo e dilaga per metà stanza. Nulla scuote l’uomo. Lo sguardo ne racconta il distacco, la sensazione di sazietà che nell’animo sembrano far crescere quei testi troppo a lungo compulsati. E’ riconducibile questa immagine a quella che di sè tratteggia Cartesio quasi all’inizio della prima Meditazione Metafisica, dove si ritrae appartato, in solitudine,  nel silenzio invernale, i pensieri persi mentre seguono il crepitio sommesso del fuoco. E’ l’atmosfera della “poèle”, foriera di sconvolgenti scoperte filosofiche, ad essere qui evocata con pochi, incisivi tratti. E’ forte la tentazione di immaginare che le fiamme di quel fuoco stiano divorando impietosamente tutto quanto ha ormai dovuto cedere il passo alla modernità. Cartesio è il filosofo moderno, che colloca il soggetto al centro del cosmo, ne fa cardine e inizio assoluto del proprio mondo, proponendo, così sembra a chi scrive, una concezione del filosofare come meditazione e riattualizzando una concezione antica del filosofare, che vedeva in questo un rimedio terapeutico, indirizzantesi al perfezionamento spirituale del soggetto.

Cartesio: la filosofia come meditazione 14ultima modifica: 2013-02-27T02:31:23+00:00da anna37a
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento