Cartesio: la filosofia come meditazione 7

Lo scambio epistolare con Elisabetta permette di cogliere un altro aspetto della visione antica della filosofia presente in Cartesio, ossia quello della direzione spirituale. Si trattava di un metodo volto a permettere all’allievo di prendere coscienza dei propri difetti e quindi di aiutarlo a compiere scelte individuali ragionevoli nella vita di tutti i giorni. Così è possibile qualificare l’influenza che Platone esercita su Dione di Siracusa con consigli morali e politici. ( cfr. P.Hadot ” Che cos’è la filosofia antica?” pag. 204 e seg. ). ” Medita perciò e pratica le massime che sempre ti diedi ritenendole gli elementi di una vita bella ” ( Epicuro, “Lettera a Meneceo” ed. mondadori 1993 trad. Gabriele Giannantoni ). Ma soprattutto è evidente in Seneca, che dedica l’intero dialogo “De tranquillitate animi” a condurre il malato Sereno sulla via di una saggezza che si connota anche come guarigione chiarendo la natura dei mali che lo affliggono. Nella lettera del 6/16 maggio 1643, Elisabetta si rivolge a cartesio affinchè egli dissipi dubbi concernenti la natura del’anima e la sua azione sul corpo. E verso la fine della lettera si esprime dicendo: ” Riconoscendo in voi il miglior medico della mia anima, vi rivelo assai liberamente le debolezze delle sue speculazioni, e spero che, osservando il giuramento di Ippocrate, senza renderle pubbliche, vi apporterete i rimedi.” 

Cartesio: la filosofia come meditazione 7ultima modifica: 2012-12-06T00:05:00+01:00da anna37a
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