Cartesio: la filosofia come meditazione 9

Cartesio studiò al Collegio de La Fleche. Dunque, egli subì l’influenza della spiritualità gesuita. E’ oltremodo difficile, però, mettere in luce le dimensioni di tale influenza. All’epoca in cui Cartesio era studente, insegnava nel collegio Francois Veròn. Erano previsti dei periodi di formazione spirituale, consistenti in ritiri, durante i quali è tuttavia dubbio che venissero praticati gli esercizi spirituali di S.Ignazio e che gli allievi avessero accesso al testo del Loyola ( v. H. Hermans e M. Klein ” Les exercices spirituels que Descartes aurauit pratiquès” in “Archives de philosophia” LIX, 1996, pp. 427-440, n. 27 ). Nè si può affermare con certezza che descartes abbia avuto legami con le Congregazioni Mariane, gruppo di laici sviluppati dalla Compagnia di Gesù per il culto, la formazione spirituale degli allievi e la promozione delle opere di pietà e carità. Per quanto infatti si sia a conscenza dell’esistenza di due Congregazioni Mariane al collegio de La Fleche, la lista dei membri non è stata conservata ( v. H. Hermans e M. Klein cit. n. 25 ). E’ invece probabile che Cartesio abbia praticato il “Manuale Sodalitatis”, di Francois Veròn. Tale testo è stato edito una prima volta nel 1599 ed una seconda nel 1608. Solamente nella seconda edizione, nella quinta parte del capitolo tredici, l’autore espone la maniera di scegliere un medello di vita secolare o religioso. L’autore propone quattro precetti mediante i quali orientarsi: 

1) Non esigere nè attendere a questo riguardo qualunque rivelazione divina di qualsiasi genere, miracolo o segno straordinario

2) rendersi, fintanto che è possibile, indifferenti in rapporto ai termini dela scelta

3) fare un ritiro in rapporto alle occupazioni abituali e avere il fermo proposito di seguire la via imposta

4) scegliere, seguendo il metodo chje sarà imposto.


Il primo ed il quarto precetto riguardano ciò che gli “Esercizi Spirituali” chiamano i tre tempi più propizi per scegliere in maniera giusta ( Es. Spirit. 175 – 188 ). Il primo tempo si ha quando la forza di Dio muove la volontà in modo che, rimossi tutti i dubbi, l’anima segue devotamente Dio. Il secondo tempo suppone che chi si prepara alla scelta sia mosso da moti interiori, quali consolazione e desolazione, gioia e tristezza. Attraverso il discernimento sull’origine di tali movimenti spirituali, si perverrà alla chiarezza in merito alla decisione da prendere. Il terzo tempo, infine, fa appello alle facoltà naturali e la persona sceglie uno stato entro i limiti della Chiesa, per essere aiutata nel perseguimento del fine per il quale è nata: lodare Dio e salvare l’anima.

Cartesio: la filosofia come meditazione 9ultima modifica: 2012-12-27T19:31:00+01:00da anna37a
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